Rinunciare non è sempre una cattiva scelta
Viviamo in una società in cui uscire da una situazione o rinunciare a qualcosa è segno di debolezza.
Se smettete di fare quello che non vi interessa più, verrete considerate come persone che mollano facilmente. Se scoprite una nuova direzione che richiede un diverso uso del vostro tempo, vi diranno che vi siete persi.
Eppure, nonostante quello che molti dicono, smettere non è sempre una cattiva scelta e in effetti può essere una delle migliori decisioni da prendere. Parliamo ad esempio di abbandonare un hobby vecchio per uno nuovo, o lasciare un posto di lavoro per far risorgere la propria figura professionale.
Ora per essere chiari, non sto dicendo di uscire da una situazione semplicemente perché le cose si fanno difficili. Vale sempre la pena persistere un obiettivo con forza e determinazione ma ci sono anche momenti in cui abbandonare è la scelta più intelligente.
Ecco 5 motivi per farlo.
1. Evitare di farsi sopraffare dall’orgoglio.
Passare ore in un posto di lavoro vivendolo come un obbligo è uno dei motivi per cui molte persone la notte dormono infelici. Avere l’orgoglio è un bene (ve lo dice un orgoglioso di natura), ma solo in una certa misura.
2. Sentirsi a proprio agio.
Negli ultimi anni ho cercato di uscire dalla mia zona comfort e di crescere come un essere umano (quindi con un certo grado di incertezza). Se la vostra situazione attuale non fa altro che annoiarvi, forse è arrivato il momento di rivalutare la vostra posizione.
Non c’è niente di male a “vivere comodi”, ma probabilmente alla fine della giornata, sentirete che c’è ancora tanto da vivere e sperimentare.
3. Staccarsi dalla routine.
E’ facile proseguire su un sentiero soltanto perché lo avete fatto tutta la vita. Ma se non ci mettete il cuore in quello che fate, allora valutate l’idea di mollare tutto. Non ho intenzione di spingervi verso l’estremo e farvi lasciare il vostro attuale lavoro, ma di fare il possibile per cambiare carriera.
4. Pensare anche a se stessi.
Non c’è niente di male nel cercare di guadagnare il rispetto di amici e familiari. Ognuno lo fa anche se arriva sempre un punto in cui bisogna vivere la propria vita per se stessi. Ciò non significa essere egoisti verso gli altri, ma evitare di essere uno zerbino per le persone che vi stanno vicine (e se ne approfittano).
Siate onesti con chi vi circonda: dite loro le vostre ambizioni e obiettivi. Essere fedele a se stessi è molto meglio che mettere su un falso “io” solo per accontentare i vostri cari.
5. Mollare la paura.
Smettere è spaventoso, così è l’incertezza, ma non lasciate che vi impedisca di cambiare il vostro percorso. Sareste sorpresi di quanto velocemente ci adattiamo (fa parte della natura dell’essere umano).
Quando nel 2007 diedi le dimissioni presso la multinazionale dove lavoravo con contratto indeterminato, ero felice ma spaventato allo stesso tempo. Oggi, a distanza di tre anni, posso dire che è stata una grande scelta. Riconoscere la paura vuol dire avere anche la cura.
Niente dovrebbe impedirvi di andare avanti. Certo, non avendo un’alternativa all’attuale lavoro può essere spaventoso, ma non dovreste lasciare morire le vostre passioni. Ognuno si spaventa, ma quelli che agiscono a dispetto della paura riescono a raggiungere la cima.
Diventare più consapevole del momento presente
La meditazione è un antica pratica con varie sfumature (o varianti) in base alle culture, aree geografiche, tradizioni e altro.
Non parlo di grandi differenze ma lievi alterazioni (gambe incrociate, seduti normalmente, mani sulle ginocchia, mani unite, palmi sotto, palmi sopra, gambe incrociate normalmente, posizione del loto, ecc.).
Come vedete sono piccole cose, ma su di una sono tutti d’accordo: osservare il proprio respiro senza condizionarlo.
Perché questo aspetto è così importante?
Quando passano gli anni, sviluppiamo un’immagine mentale di chi siamo, sulla base di fattori come la cultura, l’influenza e altre condizioni personali.
La nostra mente è tenuta in uno stato in cui pensa costantemente. La maggior parte di noi rende importante soltanto il passato e il futuro. Siamo preoccupati per mantenere vivo il passato, perché senza di esso in fondo chi siamo? Giusto? (spero mi rispondiate di “no”).
Allo stesso modo, la mente è costantemente proiettata verso il futuro. Possiamo rendercene conto quando sentiamo amici o conoscenti dire: «In futuro mi piacerebbe essere più felice, più ricco, più sano e trovare l’amore della mia vita».
Prendetevi un minuto per osservare la vostra mente e vedrete come è facile commettere questo errore.
Soltanto il momento presente necessita di attenzione. Controllate i vostri pensieri ed azioni al momento e in nessun altra collocazione temporale. Diventare più consapevole del momento presente è la chiave per vivere in libertà .
Capito ora perché nella meditazione, è così importante osservare il respiro?
