Quanto sono vere le notizie di un giornale?

Ottobre 1st, 2008

I giornali cartacei sono ancora utili? I giornalisti sono affidabili? Quest’ultimi, sono liberi professionisti o dei semplici dipendenti strumentalizzati?

Tranquillo, non è un quiz a premi, ma domande che anche tu stesso ti sarai posto riguardo uno dei più potenti strumenti di comunicazione della nostra società.

Parliamo appunto delle testate giornalistiche.

I giornali sono faziosi, e questo ormai è cosa risaputa ed indiscutibile. Te ne puoi rendere conto semplicemente leggendo la stessa notizia su quotidiani differenti.

La cosa appare ancora più visibile, se prendiamo in esame proprio due giornali dichiaratamente schierati e di opposta appartenenza politica.

Il recente sondaggio di AstraRiceche eseguito su un campione di 2000 persone, evidenzia la grande mancanza di fiducia verso le testate giornalistiche.

Il 68% degli intervistati, considera i giornalisti dei bugiardi (avevamo parlato di bugie anche qui), strumentalizzati ed assolutamente non indipendenti.

Nonostante tutto, l’opinione pubblica, ritiene ancora indispensabile l’informazione e l’utilizzo dei giornali.

Fortunatamente il web, soprattutto grazie ad uno strumento come il blog, conferisce ad ognuno di noi la possibilità di diventare dei giornalisti e di diffondere informazioni in assoluta libertà.

Chiunque può aprire un blog e nel giro di pochi minuti essere online e leggibile sulla rete. Naturalmente mantenendo sempre il senso civico e il rispetto verso gli altri.

Alessandro Cosimetti

Complimenti, hai vinto un prestito!

Settembre 30th, 2008

Sono abituato ad utilizzare le carte di credito soltanto per i miei acquisti online: libri, integratori, ebook, dvd formativi, ecc.

Non eseguo mai un pagamento dilazionato. Per me le carte sono appunto di pagamento e non di credito.

Se non mi posso permettere un determinato acquisto, non mi faccio problemi, e lo rimando a quando avrò a disposizione l’intera somma a me necessaria.

Tempo fa scrissi un articolo sull’utilizzo delle carte di credito (lo trovi qui), mentre quello che hai sotto gli occhi adesso, mi è venuto in mente questa mattina.

E’ da circa una settimana che non fanno altro che cercarmi. No tranquillo, non ho commesso nessun reato!

Questa mattina, telefonicamente mi contatta un’operatrice della banca che gestisce una delle mie carte di credito.

Alzo la cornetta del telefono e rispondo:

Alessandro: “Pronto?!”

Operatrice: “Buongiorno, parlo con il sig. Cosimetti Alessandro?”

Alessandro: “Si, sono io, mi dica..”

Operatrice: “Ah, finalmente, sig. Cosimetti era da una settimana che cercavo di mettermi in contatto con lei…”

In quel momento, non ti nascondo di aver pensato a qualche grana con il mio conto bancario, ma davvero non riuscivo a capire in che modo!

Sono solito tenermi da parte gli estratti conti e poi, come ti ho accennato prima, non eseguo mai acquisti in credito. Pago sempre il 100% del prezzo, in un’unica soluzione.

Alla fine, vengo a sapere che la telefonata era relativa alla possibilità di ricevere un prestito di € 10.000,00 in comode rate.

In quel momento, mi è venuto da ridere, ma subito dopo aver terminato con l’operatrice, ho fatto un paio di osservazioni.

Con la mente sono tornato indietro di due settimane, quando sono andato a donare il sangue. Sia la sala di attesa che i corridoi dell’ospedale erano tappezzati di volantini per dei prestiti di denaro.

Ce ne erano per tutti i gusti ed in ogni formula. Per gli impiegati, i pensionati, le casalinghe, gli studenti, ecc.

Alla fine la conclusione è stata la seguente.

L’economia mondiale sta vivendo un momento di grande crisi. Le famiglie di ceto medio, negli ultimi mesi, si sono visti ridurre drasticamente il loro potere d’acquisto (cosa già avvenuta negli anni passati).

Ma, c’è davvero bisogno di mortificare le persone con telefonate assillanti o con invadenti volantini anche nei luoghi meno opportuni (ospedali)?

Quando si dice: “Cogliere la palla al balzo!”

Alessandro Cosimetti

Ma, lo sai che puoi utilizzare la PNL anche quando scrivi?

Settembre 29th, 2008

La PNL (Programmazione Neuro Linguistica) è un argomento che ho trattato spesso su questo blog e che tutt’oggi sto approfondendo.

L’altro giorno, tramite Skype, parlavo con un ragazzo che avevo conosciuto in un corso sulla comunicazione. Anche lui come me, si era interessato di PNL.

Mi raccontava della scelta di condividere le sue conoscenze con gli altri, attraverso un blog.

Naturalmente, ho approvato in pieno la sua scelta.

Il suo unico timore, è quello di scrivere in maniera poco coinvolgente.

Ad un certo punto gli faccio una domanda:

“Ma scusa, hai studiato PNL, e sei anche bravo ad applicarne gli insegnamenti per relazionarti con gli altri di persona..!

e lui:

“Si, ma che centra con la scrittura?”

ed io, un poco sorpreso:

“Come cosa centra? Puoi, anzi devi, applicarla anche quando scrivi!”

Allora, andiamo per punti. Ti elenco qualche elemento della PNL, spiegandoti come utilizzarli nella scrittura persuasiva.

La Mappa non è il territorio

In PNL, si usa dire “La Mappa non è il territorio” per sottolineare come la realtà circostante sia frutto delle nostre convinzioni ed esperienze. Non parliamo quindi di fatti oggettivi, ma bensì di una rappresentazione soggettiva.

E’ deducibile quindi che il nostro linguaggio sia filtrato e plasmato dalla mappa del mondo che noi stessi ci siamo configurati nella nostra mente.

I nostri sensi di percezione

I maggiori “responsabili” della creazione della mappa, sono i sensi di percezione: vista, olfatto, tatto, udito e gusto.

Ciascuno di noi, ha un sistema rappresentativo più dominante rispetto ad un altro. In PNL, vengono catalogati in visivi (V), auditivi (A), cinestesici (K, ovvero tatto, gusto, olfatto).

Ogni sistema, si articola in submodalità, ovvero nella percezione delle informazioni: colore, distanza, movimento, timbro, tono, velocità, temperatura, ecc.

Conclusione

Di aspetti, ce ne sono ancora tanti, e la PNL è una materia molto vasta. Quello che sto cercando di dirti, è di analizzare e comprendere i schemi linguistici e rappresentativi dei tuoi lettori.

Soltanto così, potrai creare rapport (fiducia) ”ricalcarli” (altro termine coniato dalla PNL) ed offrirgli un prodotto ”su misura” mediante la pratica della scrittura.

E’ una questione di conoscenza!

Così il mio amico, che ha studiato PNL, ha capito che scrivendo può utilizzare frasi contenenti ancoraggi, operatori modali, cancellazioni, deformazioni, ambiguità, predicati temporali, ristrutturazioni, ecc.

Insomma, gli stessi elementi di cui la PNL si è fatta maestra in oltre 30 anni di esistenza.

Pensa a tutte quelle volte che hai letto un testo, sviluppato con un linguaggio non in linea con il tuo. In quei momenti, cosa fai?

Te lo dico io. Volti pagina, chiudi il libro o la email, ma in ogni caso, smetti di leggere!

Questo è quello che contraddistingue uno scrittore da un copywriter.

Alessandro Cosimetti

Finalmente una laurea. Ed ora che me ne faccio?

Settembre 28th, 2008

L’altra sera stavo a cena da mia zia alla quale spesso racconto delle mie attività lavorative.

Abbiamo parlato di progetti, idee, formazione (lei è una fan di Roberto Re) e titoli di studio.

Ci siamo trovati perfettamente d’accordo su tutto, ad eccezione proprio di quest’ultimo aspetto. Lei considera la laurea un’immancabile biglietto da visita.

Sai perché non sono convinto di questo? Semplice, perché viviamo nel 2008.

Ritengo assolutamente inutile collezionare titoli, etichette, attestati vari, che non diano la possibilità di concretizzare le nostre idee.

Da una parte lei mi diceva: “Ma perché nel frattempo non ti prendi una laurea?” ed io sistematicamente rispondevo: “Perché non ho del tempo da perdere in un’aula dell’Università!” 

L’altro giorno invece, mentre stavo sulla metro, ascoltavo una discussione tra genitori. Uno di loro, si chiedeva come mai la figlia, nonostante avesse due lauree non abbia ancora trovato un lavoro stabile.

Sinceramente non mi stupisco più, nell’ascoltare storie simili. Al contrario invece rimango sorpreso nel sapere che tante persone non si siano accorte che il mercato del lavoro è cambiato.

Ho un amico che è laureato in economia (indirizzo bancario) e che tutt’oggi lavora a tempo pieno in trading con la  Borsa.

Nonostante il suo titolo di studio sia affine con l’attività che svolge, non fa altro che ripetermi che il merito del suo successo non è dovuto alla sua laurea.

Mio fratello ha soltanto una licenza media. Nonostante tutto, anni fa abbiamo lavorato presso la stessa azienda. Lui era 8° livello, mentre io, perito meccanico, soltanto 5°.

Ma ancora vogliamo credere che il famigerato pezzo di carta sia insostituibile? Che esista ancora il posto fisso?

Apri gli occhi, fai eseperienze sul campo, ma soprattutto cerca di capire cosa “tiri” sul mercato in questo momento.

Evita di perdere tempo!

Alessandro Cosimetti

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