Restare nel presente per invertire il processo di invecchiamento
Ciò che mi riesce più difficile è staccarmi dal passato ed evitare l’ansia del futuro. Secondo i buddisti non dovremmo attaccarci a nulla come se fosse noi stessi o qualcosa che ci appartiene.
Alla base di questa affermazione c’è il riconoscimento del fatto che ogni forma di tensione che appare nell’arco della nostra esistenza deriva dall’attaccamento o dall’avversione.
Passiamo il resto della vita a sudare e sgobbare per ottenre qualcosa che probabilmente anticiperà la nostra morte. Si, dico sul serio, se ti attacchi a qualcosa, a un oggetto materiale, a una posizione sociale o rapporto interpersonale, soffocherai la tua consapevolezza e accelererai il processo di invecchiamento.
Ogni forma di attaccamento è accompagnata dalla paura della perdita, della mancanza di controllo o dell’approvazione altrui. Per questo motivo la vecchiaia avanza rapida.
Riusciamo a rimanere nel presente, quando la mente tende ad avvicinarsi a qualcosa che ritiene possa rivelarsi fonte di piacere, discostandosi invece da ciò che può essere sinonimo di sofferenza.
In questi giorni sto lavorando su me stesso in modo d’abbandonarmi in maniera consapevole all’attimo presente così com’è adesso grazie anche alla pratica del silenzio.
Vivere nella consapevolezza del presente inverte il processo di invecchiamento, evitando che il nostro comportamento venga influenzato dal passato e il futuro viene presagito e temuto.
Alessandro Cosimetti
Zen To Done
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