L’opportunità di vivere l’esperienza del silenzio: Enjoy the silence!
Sono sempre stata una persona tranquilla, ma soprattutto silenziosa. Da quando sono nato e per tutta la durata della mia adolescenza, le persone che mi hanno circondato mi hanno sempre fatto pesare il fatto di starmene spesso in silenzio.
Sono capace di starmene intere ore senza pronunciare una sola sillaba. Non sopporto le persone logorroiche che parlano, sputano parole come mitraglie impazzite, coinvolgendo – o meglio disturbando – coloro che gli stanno vicini.
Ma il silenzio non è un limite mentale, la mente non si spenge: gli occhi osservano, il naso annusa, il tatto fa il suo lavoro e le orecchie ascoltano.
Fai molta attenzione, “ascoltare” non è sinonimo di “sentire”. Fare silenzio significa impegnarsi a riservare un certo spazio di tempo semplicemente allo scopo di esistere.
Sperimentare il silenzio significa astenersi periodicamente dal parlare e da attività quali guardare la televisione, ascoltare la radio o leggere un libro.
Se neghi a te stesso l’opportunità di vivere l’esperienza del silenzio, turberai il tuo dialogo interiore.
Ritaglia ogni giorno, parte del tuo tempo da dedicare alla pratica del silenzio: prova prima con 1 ora e poi di tanto in tanto con periodi più lunghi. Cerca, possibilmente e compatibilmente con i tuoi doveri, di farlo standotene in mezzo alla natura: davanti un tramonto, sotto un albero, seduto sul prato, ascoltando le onde del mare.
Che cosa succede quando si vive l’esperienza del silenzio? Inizialmente il dialogo interiore diventa ancora più confuso e si avverte un intenso bisogno di comunicare verbalmente.
Procedendo, il dialogo interiore si placa ed entro breve tempo il silenzio diventa profondo: la mente si arrende, capisce che nulla può contro colui che decide di non parlare: te stesso!
L’ideale sarebbe meditare almeno 30 minuti la mattina e 30 la sera. La meditazione ti insegnerà a sperimentare il campo del silenzio e della consapevolezza pura.
Il campo del silenzio puro è il luogo primo della creazione dove le cose sono inseparabilmente collegate.
Negli ultimi mesi ho iniziato a leggere la Bibbia e al suo interno ho trovato una frase che racchiude il senso del silenzio: «Ascolta e riconosci che sono il tuo Dio».
Alessandro Cosimetti
P.s. Enojy the silence!
Zen To Done
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