L’arte del perdono: lasciare andare la rabbia e il risentimento
Quasi tutti siamo stati feriti da qualcuno in passato, con parole o azioni. È la natura umana, e questi momenti di vita fanno parte dell’esperienza del dolore.
Coloro che non perdonano sono quelli che soffrono di più, perché sono condannati a portare addosso l’energia negativa. Consumano la loro mente, il loro corpo e la loro anima nella malattia e nella depressione.
Diversamente, abbracciando il perdono, accettiamo di convivere con amore, gioia, speranza e pace.
Il perdono è una scelta. E’ la decisione di lasciare andare il risentimento e le emozioni negative. L’atto di essere ferito sarà ricordato per sempre, ma attraverso il perdono ti permette di attenuare l’attaccamento ad esso associato.
Perdonare, ti aiuterà a concentrarti sulle parti positive della vita. Se riuscirai a mettere da parte il rancore per gli altri, sarai portato a raggiungere un punto di vista più elevato della situazione che ti fa soffrire.
Al tempo stesso, porterai una maggiore comprensione e compassione per coloro che in passato ti hanno fatto del male.
Numerose ricerche, hanno dimostrato i benefici dell’atto del perdono:
- avere rapporti più sani.
- consapevolezza spirituale.
- aumento del benessere psicologico.
- meno stress.
- pressione sanguigna bassa.
- meno rischio di consumo di alcol e droghe illecite.
Tuttavia, non perdonando verrai sopraffatto dai rancori, la rabbia, influenzando ogni singola giornata. Il rischio maggiore è proiettare questo risentimento e le emozioni negative in ogni rapporto o esperienza, privandoci del piacere di godere il presente.
Il perdono chiaramente non è facile e non avviene dall’oggi al domani. Richiede un lungo lavoro a cui personalmente sto dedicando tempo e costanza per non cadere di nuovo nell’errore di vivere nel passato.
Questa è la bellezza del perdono. Può non essere facile, ma è parte della nostra esistenza, un viaggio e una lezione di vita che deve passare attraverso l’esperienza della libertà spirituale.
Alessandro Cosimetti
