Tra qualche settimana è Natale. Che faccio? Mi accodo agli altri?
Mancano poche settimane e anche quest’anno sarà Natale (sai che novità!). Roma è una città che in questo periodo parte in sordina rispetto a tante altre.
Ricordo Madrid nello stesso periodo: uno spettacolo di luci e colori e non c’era angolo della città che non ricordasse la festività.
Nella capitale (uso un sinonimo tanto per cambiare) a malapena vediamo le lucine alle finestre e scommetto che qualcuno riutilizzerà il solito Babbo Natale scalatore (quelli che si appendono ai davanzali delle finestre).
I negozi sono anni che non vengono addobbati. Da bambino almeno sui marciapiedi del quartiere mettevano lunghi tappeti rossi. Ora non più, ma non centra nulla la crisi, perché sono anni ormai che non si vedono.
Mi manca tutto questo?
No, forse vi ho tratto in inganno con il mio tuffo nel passato, ma sinceramente sono anni che non sento lo spirito natalizio. Trovo sia tra le feste più ipocrite in assoluto, un gas soporifero a cui tutti devono cedere.
Per qualche settimana ci ricordiamo di coloro che non caghiamo per il resto dell’anno.
Ci facciamo gli auguri, come per dire «Ehi, mi ricordo di te perché è Natale!» quando il vero senso della frase sarebbe «Ciao, siccome l’operatore telefonico sta facendo un’offerta, non mi costa nulla inviare messaggi a tutta la rubrica, ma non abituarti perché a breve avranno un costo e non penso proprio di spenderli per te!».
Esagero? Non so voi, ma io ad ogni Natale ricevo gli auguri di chi non mi si fila per tutto il resto dell’anno. Tra il 24 e 25 dicembre giungono messaggi in continuazione, uno dopo l’altro e dovrei sentirmi anche onorato e felice di riceverli?
A me sembra na mezza presa per…i fondelli!
Per non parlare poi dei finti credenti che non praticano la propria religione ma poi durante le festività si accodano agli altri come pecore nei greggi.
Nessuno che si informi della mia fede. Che ne so, potrei essere buddista, musulmano o altro. Perché danno per scontato che festeggi il Natale? Solo perché sono italiano residente in Italia?
Insomma, non mi dilungo perché su questo argomento sarei un fiume in piena. Quindi, cosa dovrei fare quest’anno? Aderire alla promozione del mio operatore telefonico e sparare all’impazzata centinaia di sms?
Oppure faccio come negli ultimi anni, quando auguro “buone vacanze”? Certo, in questo caso c’è il rischio di augurarle a chi non va in vacanza. Dovrei informarmi prima, ma in fondo non ne ho voglia!
Alessandro Cosimetti
P.s. forse qualcuno penserà che non curi la mia spiritualità, ma è l’esatto contrario. La mia fede, fiducia e voglia di vivere non va ad intermittenza come le lucine dell’albero natalizio.
