Benessere finanziario ed impotenza
Tempo fa scrissi un articolo dove ribadivo nuovamente la linea guida di questo blog.
In pratica sottolineavo la stretta relazione tra benessere fisico e benessere finanziario. A mio avviso l’uno dipendente dall’altro.
Spesso quando mi trovo a discutere di questo aspetto faccio sempre degli esempi.
Solitamente le persone credono che entrambi i settori siano ben distinti e che non abbiano particolari collegamenti tra di loro.
Approfitto quindi di questo articolo, per presentare quello che io considero un perfetto esempio di relazione tra serenità finanziaria e serenità psicofisica.
Sono sicuro che anche tu, ti sarai reso conto da una tua personale esperienza, o su quella di un tuo amico, di quanto un lavoro poco retribuito o poco motivante, renda una persona frustrata e demotivata.
Queste sensazione le conosco molto bene, avendo lavorato per anni in un ambiente ed in un settore che non rispecchiavano assolutamente la mia indole e la mia figura professionale.
Purtroppo neanche la presenza e la convivenza con colleghi con la quale avevo un ottimo rapporto, alleviavano il senso di rassegnazione che provavo ogni giorno.
Quasi mi ero convinto di dovere concludere la mia esperienza lavorativa (quindi fino all’età pensionistica) con un lavoro che non amavo per niente.
E’ inutile dirti che quando abbiamo il morale a terra e soprattutto quando vediamo il tempo consumarsi inutilmente sotto i nostri occhi, anche il corpo ne risente.
Questo mi succedeva anche ai tempi della scuola. Se prendevo un brutto voto, il desiderio di uscire e divertirmi con gli amici spariva all’improvviso.
La fisiologia in fondo è un condizionamento neurologico tra la mente ed il corpo.
Hai notato quale postura assume una persona con il morale a terra? Ed una invece che sprizza gioia da tutti i pori della sua pelle?
Indiscutibilmente le due cose, sono facilmente evidenziabili.
Anzi, ti dirò di più, spesso assumere inconsciamente la postura tipica di chi è abbattuto, richiama quel senso di disagio e frustrazione, in una maniera del tutto automatica ed involontaria (in PNL si chiama ancoraggio).
Se una persona ha problemi economici, come ad esempio la difficoltà a pagare il mutuo di casa o delle scadenze imminenti, secondo te come sarà la qualità del suo sonno durante la notte?
Basta uno sguardo per accorgersi se una persona soffre a causa di uno stato finanziario precario.
Infatti, sulla base di quest’ultimo concetto, questa mattina ho letto di una ricerca effettuata dalla clinica urologica di Firenze a margine della conferenza della società italiana di urologia.
Il dato riscontrato sarebbe quello relativo alla relazione tra precarietà ed impotenza. Sembrerebbe che molti giovani riscontrino questo tipo di problema proprio a causa di un lavoro instabile ed incerto.
I pensieri e le preoccupazioni, scaturite nella mente di chi ha un impiego precario, sembrerebbero avere una ripercussione anche sulla loro vita sessuale.
Questo è un perfetto esempio di relazione tra benessere finanziario e benessere fisico.
Naturalmente esiste anche un rovescio della medaglia per tutti coloro che magari non hanno problemi economici, ma che a causa del proprio impiego lavorativo, trascurano la propria salute.
Proprio su quest’ultimo aspetto, ho il ricordo di certi colleghi che accettavano specifici incarichi in azienda.
Ricevevano l’auto di servizio, il pc portatile, il cellulare ed un aumento di stipendio.
Tu mi dirai: “Ottimo…e chi non accetterebbe?”
Bhe, devi sapere che tutto questo aveva un costo, a mio avviso anche eccessivo.
Tutti coloro che accettavano un incarico del genere, con tutti i benefit a seguito, rinunciavano ad una cosa che a mio avviso non ha valore e che non può essere barattata.
Sto parlando naturalmente della libertà e della facoltà di decidere come gestire parte della propria esistenza.
Molto probabilmente anche tu conoscerai persone che per colpa del proprio lavoro, trascurano la famiglia, i figli, le proprie passioni, ecc.
Rendersi sempre reperibili e garantire una disponibilità quasi totale, a mio modesto parere non equivale a vivere.
Che me ne faccio di un cospicuo stipendio se poi non ho neanche la facoltà di godere dei benefici che potrebbe offrirmi?
I miei ex colleghi, si ritrovavano pieni di impegni, grandi responsabilità e sempre con meno tempo a loro disposizione.
Tutto ciò spesso li portava a provare un certa invidia verso tutti gli altri impiegati che uscivano dall’ufficio molto prima di loro e che non avevano i stessi carichi di lavoro.
Inutile elencarti le inevitabili conseguenze fisiche provocate da uno stile di vita del genere.
Alessandro Cosimetti
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