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Possedere il proprio tempo, non importa se…
All’inizio della rivoluzione industriale, i luoghi di lavoro in genere non avevano orologi. Ciò è stato fatto per rafforzare il concetto che i datori di lavoro sono proprietari del dipendente e del suo tempo.
Così, al momento del pensionamento, un orologio viene dato come segno che il lavoratore torna a essere padrone del proprio tempo.
Possedere il proprio tempo, non importa se:
- sei ancora influenzato da pressioni sociali e lasci che altri dettino ciò che andrebbe fatto con il tuo tempo.
- non sei in grado di esercitare l’autodisciplina per rimanere concentrato
- non sai come trasformare le opportunità
- dai ancora importanza al tempo che trascorri quando invece dovresti fare altrettanto con il suo valore
- non hai un buon filtro per la messa a fuoco (leva finanziaria)
Vedi, ci sono un certo numero di trappole a cui prestare attenzione.
Alessandro Cosimetti
Rischiano la vita per risparmiare 15 secondi del loro tempo per poi perderlo in cazzate!
Non so se te ne sei accorto ma quasi ogni giorno ci sono incidenti causati da automobilisti che investono pedoni fermi al semaforo, sulle strisce pedonali, sopra i marciapiedi.
Abito a Roma e di traffico ce ne è davvero molto, quindi sto sempre con gli occhi ben aperti mentre attraverso la strada. Ai semafori ad esempio, attraverso soltanto in presenza del verde.
Diversamente, noto come molte persone si avventurino in attraversate pericolose del tipo “o la va o la spacca” soltanto che a spaccarsi qualcosa sono loro, se non si affrettano a compiere il tragitto.
Molti pedoni sono davvero impazienti: attraversano con il rosso, quando 10-15 secondi dopo il semaforo sarebbe diventato verde.
Non trovi sia assurdo? Che differenza fanno 10-15 secondi nella vita di un pedone?
Li osservo mentre raggiungono la parte opposta come naufraghi in balia delle onde, quando nello stesso momento il semaforo si fa verde, ed io mi accingo a fare altrettanto, soltanto in sicurezza (automobilisti permettendo!).
Ma la cosa più assurda è che molte di queste persone, che “non possono” permettersi di perdere 15 secondi, in realtà perdono un mucchio di tempo davanti alla Tv, leggendo riviste di gossip, facendo cruciverba, giocando con il cellulare, etc.
Riepilogando: rischio di farmi schiacciare da un SUV per risparmiare 15 secondi del mio tempo, ma poi perdo 3 ore rincoglionendomi davanti alla Tv. Qualcosa non quadra, non trovi?
Alessandro Cosimetti
Le tue, tutte scuse bla, bla, bla…
Tutti noi siamo soliti inventare delle scuse.
Ma il successo arriva soltanto per coloro che riescono ad annientare le scuse, con la stessa rapidità con cui spiattelliamo una zanzara sulla parete.
Sono troppo stanco. Non ho tempo. Non mi sento motivato. Preferisco non fare nulla. Non ho i soldi, i mezzi, lo spazio. Non posso perché…bla…bla…bla.
Ammettiamolo, sono tutte scuse!
Ma ecco come rimediare:
- Vedi l’aspetto positivo. Di solito ti fai mille scuse perché non te la senti di fare qualcosa, accentuando gli effetti negativi di una mancata azione. Cerca invece di vederne il divertimento, la gioia. Mantieni un atteggiamento positivo, o ti farai sopraffare inesorabilmente da ogni più insignificante scusa.
- Assumersi le proprie responsabilità. Se non abbiamo il tempo, il denaro, i mezzi, non è colpa nostra. Vero? Sbagliato! Assumiti sempre la responsabilità dell’assenza di una soluzione.
- Trovare una soluzione. Quasi ogni problema ha una soluzione. Non hai tempo? Inizia con soli 5-10 minuti. Pianifica le tue giornate. Non hai tempo per recarti in palestra? Allenati a casa o in ufficio se ti è possibile. Non hai energia? Esegui le tue sessioni quando avrai elevati livelli di energia e maggiore lucidità magari evitando di fare inutilmente tardi la sera. Essi furbo, ma soprattutto intelligente: tira fuori la soluzione!
- Focalizza il tuo obiettivo. La tua motivazione è il motivo che ti condurrà all’azione. Certo, potresti adagiarti sul divano, ma se pensi al motivo per cui vuoi veramente perseguire un obiettivo, vedrai che la motivazione non tarderà a farsi sentire. Visualizza questo obiettivo con tutti i sensi di percezione (udito, vista, gusto, olfatto, tatto) aggiungici anche l’aspetto emotivo ed avrai già compiuto metà del percorso.
- Lavorare in team. Cerca un partner per l’allenamento, un partner per un progetto, un team, qualcuno con cui condividere la tua esperienza. Con un allenatore o un partner, è molto più probabile passare all’azione.
- Vai avanti anche se sbagli. Fai tesoro dei tuoi errori. Chi sbaglia ha sempre qualcosa da insegnare.
Lo vedi? non hai alcun motivo per inventare delle scuse!
Alessandro Cosimetti
