Posts Tagged ‘obiettivi’

Auguri per un anno ricco di obiettivi realizzati!

Mercoledì, Dicembre 31st, 2008

raggiungere-obiettivi

Negli ultimi anni di formazione, ho capito che un obiettivo non ha nulla a che vedere con un desiderio. Il primo mostra tutta una serie di caratteristiche che lo contraddistinguono dal semplice desiderare una cosa.

L’esempio più azzeccato che ho ascoltato, è quello del navigatore dell’auto. Se digitiamo la parola “andare a casa” nessuno di questi strumenti sarebbe in grado di guidarci verso il nostro obiettivo.

Diversamente inserendo altre informazioni, come ad esempio la nazione, la regione, la provincia, la città, il quartiere, il nome della via, il numero del civico e quello dell’interno, non solo otterremo una direzione da seguire, ma le probabilità di raggiungerlo saranno altissime.

Obiettivo espresso in positivo

Le domande hanno un grande potere introspettivo e riescono a direzionare la mente verso ciò che vogliamo realizzare nella nostra vita.

Più volte abbiamo anche detto che un obiettivo deve essere espresso in positivo in quanto la particella “non” non viene percepita dal nostro cervello. Il classico esempio «non pensa ad una mucca viola» rende perfettamente l’idea.

Cosa hai pensato in questo momento? E a cosa ti avevo ho detto di non pensare? Usando il “non” otteniamo l’esatto opposto!

Il tuo obiettivo dipende soltanto da te?

Altro aspetto di un obiettivo ben formulato, è il totale controllo su di esso. Meglio sarebbe dire esserne totalmente responsabili. Questo significa che per concretizzarlo non dobbiamo dipendere da nessuno al di fuori di noi.

In questo modo, a priori sappiamo quante probabilità abbiamo di raggiungere il nostro obiettivo. Assumiti le tue responsabilità!

Definisci i tuoi parametri di verifica

Prima di iniziare, dovresti definire i parametri di verifica che ti daranno la certezza di aver raggiunto il tuo obiettivo. Ad esempio, quando iniziai la fase di modellamento del mio fisico (circa dieci anni fa) mi ero prefissato come parametro di verifica la taglia 48 di pantaloni. In quel momento indossavo la 52.

Mi ero comprato dei jeans nuovi ed abbastanza costosi e mi ero detto: «Ho speso dei soldi per questi pantaloni di marca, quindi avrò raggiunto il mio obiettivo soltanto quando riuscirò ad indossarli!»

Capii di averlo centrato, il giorno in cui riuscii ad indossarli e a sentirli comodi. E’ una strategia che ho appreso a pieno ed oggi addirittura per certi modelli di pantaloni indosso la taglia 46.

La trappola del beneficio secondario

Anche nel mio ebook “I Tre Pilastri del Benessere Fisico” parlo del beneficio secondario come una trappola psicologica invisibile.

Molte persone non raggiungono il loro obiettivo perché sono ancora incastrate ad un beneficio secondario. A priori dovremmo analizzare tutti i vantaggi che ci offre il nostro obiettivo e ciò che perderemo una volta concretizzato.

E’ tipico del fumatore restare vincolati al senso di rilassamento che il fumo gli offre. Fintanto che non troverà un’alternativa a questo suo beneficio, non potrà mai fare a meno delle sigarette.

L’obiettivo deve rispettare la tua ecologia

Il raggiungimento del tuo obiettivo deve essere in linea e congruente con i valori della tua vita. Nel corso dei miei anni presso delle aziende, molti miei colleghi desideravano cambiare lavoro, ma al tempo stesso temevano in uno stravolgimento delle loro abitudini di vita.

Ad esempio dopo un corso di formazione, mi capitava  di parlarne con i miei amici. Il mio entusiasmo sistematicamente svaniva mentre ne discutevo e questo perché percepivo nelle loro facce il timore di vedermi differente.

Il fatto di evolvermi mentre loro restavano sullo stesso livello, delimitava una linea di demarcazione nelle nostre vite, come se fossimo su due piani differenti.

Spesso per il timore di perdere determinate amicizie e di essere visto quasi come un alieno, mi autosabotavo ed arrestavo la mia fase di crescita personale.

Conclusione

Ad oggi non intraprendo nessun progetto se prima non ho messo per iscritto i mei obiettivi tenendo conto degli aspetti di cui abbiamo parlato.

Ho scelto di scrivere questo articolo oggi che è l’ultimo giorno del 2008 in modo che tu possa avere dei validi strumenti per formulare i tuoi obiettivi primari.

Detto questo, non mi rimane che augurarti…“Felice 2009 che tu possa avere un anno ricco di obiettivi realizzati!”.

Alessandro Cosimetti

La ricerca della felicità tra motivazione, obiettivi e credenze potenzianti

Venerdì, Dicembre 19th, 2008

la-ricerca-della-felicita

Ho terminato di leggere “La ricerca della felicità” il libro autobiografico sulla storia di Chris Gardner e da cui è stato tratto l’omonimo film di Gabriele Muccino con Will Smith.

La pellicola l’avevo vista circa un anno fa, ma soltanto oggi ho letto il libro.

Giusto per coloro che hanno visto il film, faccio una piccola premessa. La pellicola mostra soltanto una parte della storia di Gardner dove tra l’altro, la sceneggiatura seppure in minima parte, viene modificata rispetto alla realtà.

Il libro ha inizio con i racconti del protagonista da bambino, dal meraviglioso rapporto con la madre, la convivenza con un patrigno manesco, la dura vita del ghetto e tanti altri aspetti.

La lettura del libro, mi ha coinvolto molto, proprio perché ci sono tanti elementi ed aspetti che nel film non vengono presentati. Ad esempio dando una collocazione degli eventi, la parte finale della pellicola, dove Gardner supera brillantemente l’esame per accedere alla società di brokeraggio è situata a circa metà del libro.

Questo per darti l’idea degli argomenti che non sono stati trattati e che ti invito a scoprire qualora fossi rimasto colpito dal film, come è successo a me.

Leggendolo, ho provato le stesse emozioni che ho vissuto durante la visione della pellicola ma con un enfasi maggiore e forse perché solitamente i libri mi emozionano maggiormente rispetto ai film.

Ci sono tanti elementi della crescita personale e professionale, come le credenze potenzianti, la motivazione sempre accesa anche quando tutto sembra crollarti addosso, la gestione del tempo e dei propri risparmi economici.

Ma anche formulare e perseguire il proprio obiettivo di vita, anche quando tutti ti dicono che non ce la farai mai (Gardner, ragazzo povero di periferia, è stato uno dei primi uomini di colore di Wall Street).

Non sono solito consigliare esplicitamente dei libri, ma se stai cercando un testo sulla crescita personale e professionale dovresti leggere il libro sulla storia di Chris Gardner.

Alessandro Cosimetti

Facebook, una grossa opportunità gettata al vento

Mercoledì, Dicembre 10th, 2008

Quello che non mi piace dell’utilizzo di Facebook è il fatto di gettare al vento una grossa opportunità per far emergere le proprie qualità o idee.

Una recente discussione, animata sul popolare social network, è avvenuta attraverso lo sfogo di un mio “amico” ormai esausto dai continui inviti di partecipazione a gruppi “perdi tempo”.

Durante la conversazione, si sono venute a creare due scuole di pensiero.

Quelli che pensano che Facebook debba essere utilizzato come meglio si crede

Sono coloro che ritengono il social network, un semplice luogo di aggregazione, uno spazio su cui scrivere ogni più piccolo pensiero, anche del tipo “Ora sto bevendo un caffè”. Creano o aderiscono a gruppi che oltre al fatto di raccogliere molti iscritti, non hanno un ruolo o un obiettivo ben specifico. Inoltrano a tutti l’invito a partecipare, senza curarsi degli interessi dei destinatari.

Quelli che usano Facebook per promuovere valide alternative

Sono coloro che hanno capito che Facebook è un grosso catalizzatore ed uno strumento davvero potente se utilizzato con criterio. Invitano soltanto le persone che nutrono i loro stessi interessi e non per il semplice fatto di “fare numero”. Creano o aderiscono a gruppi che trattano argomenti costruttivi e che promuovano iniziative interessanti, molte delle quali, alla fine sfociano in incontri o workshop dal vivo.

Conclusione

Non ti nascondo che sono per la seconda ipotesi, anche se ognuno è libero di utilizzare Facebook come meglio crede, senza logica o obiettivi validi. Insomma un passa tempo (o perdi tempo). Nel mio caso, lo utilizzo per condividere passioni ed interessi. Accetto l’invito soltanto di gruppi che abbiano uno scopo e che nel tempo possano promuovere iniziative valide con alle spalle un solido progetto.

L’unica cosa che non capisco, è come mai molti si lamentino del fatto di non avere validi strumenti o appositi spazi con cui mettersi in gioco o per far emergere il loro valore.

In questo caso per molti, Facebook è soltanto una grossa opportunità gettata al vento.

Alessandro Cosimetti

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