Posts Tagged ‘persuasione’

Muoio dalla paura di parlare in pubblico!

Mercoledì, Novembre 5th, 2008

La paura di parlare in pubblico è un dato di fatto della nostra società. Per molte persone, relazionarsi davanti ad una folla, genera paure incredibili.

Ad una riunione di lavoro, davanti ai colleghi e responsabili d’ufficio o in presenza di estranei, parlare in pubblico è una delle paure più grosse, subito dopo quella per la morte.

La storia è ricca di episodi e discorsi celebri che hanno fatto epoca. Proprio questa mattina, in occasione dell’elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti, ho rivissuto i discorsi tenuti nei vari momenti della campagna elettorale.

Jeffrey Gitomer, esperto di comunicazione persuasiva, parla dell’arte di parlare in pubblico, come un perfetto mix di tanti aspetti. Analizziamoli insieme, prendendo come modello le ultime elezioni politiche negli Stati Uniti.

√ Indossa l’abito giusto

Indossare abiti non consoni al pubblico alla quale ci si mostra, rende il processo di comunicazione, a priori già difficoltoso.

Ad esempio, nei vari interventi di Obama, notavo il suo modo di vestire. Spesso in giacca e cravatta, in perfetto ordine, ma altrettante volte, semplicemente in jeans e scarpe da ginnastica.

√ Guardati, ascoltati e mostra perseveranza

Non abbatterti al primo ostacolo. La comunicazione necessita di pratica e di verifiche. Esegui delle simulazioni, registrandoti e filmandoti con una telecamera. Spesso non ci rendiamo conto di quanto siamo stati bravi o scadenti, fintanto che non lo vediamo con i nostri stessi occhi. Non darti per vinto ad ogni risultato poco soddisfacente. Riparti dai tuoi errori per migliorarti continuamente. In politica, i candidati sono costantemente assistiti da staff di collaboratori, per cogliere gli errori e le imperfezioni dei loro discorsi, in modo da eseguire delle correzioni durante la campagna elettorale.

√ Non presentare ma offri una performance

Hai mai assistito ad un concerto? Cosa rende coinvolgente un esibizione musicale? Di sicuro non parliamo della presentazione di un brano musicale soltanto, ma di ben altro. In questo caso, abbiamo a che fare con una performance. I grandi comunicatori non presentano discorsi, ma parlano e si muovono per regalare al proprio pubblico una performance entusiasmante. L’affluenza alle urne e le lacrime per la vittoria finale, sono il risultato delle brillanti performance di Obama.

√ Atteggiamento mentale

Pensare di farcela significa avere in tasca il 50% della vittoria. Ricorda, la comunicazione è composta da un verbale, un paraverbale e soprattutto da un non verbale. Quest’ultimo è l’elemento più importante ed incisivo della comunicazione, perché non necessita di parole ed è costantemente sotto i nostri occhi. Anche se non parli, in realtà stai trasmettendo informazioni su di te. Obama mostrava sicurezza e coerenza nell’uso di tutti e tre gli elementi della comunicazione, ma soprattutto, credeva nel suo progetto. Al discorso di ringraziamento, ha pronunciato la seguente frase: «Nulla è impossibile in America!».

√ Comunicare non manipolare

Persuadere non è sinonimo di manipolazione. Un prodotto diviene efficace quando offre una soluzione ad un problema, quando i benefici che mostra, sono esattamente ciò che i nostri interlocutori stanno cercando. Dare soluzioni non significa manipolare la mente di nessuno. Gli americani, come del resto ogni popolo del mondo, hanno bisogno di soluzioni ai loro problemi. Ad ognuo di questi corrisponde un’emozione ben precisa che un bravo relatore deve saper suscitare.

√ Esercitati e sfrutta ogni occasione

Lo abbiamo detto anche all’inizio, esercitarsi è l’unico modo per migliorare ed è anche l’unico che ci permetta di monitorare gli errori e i progressi. Sfrutta le occasioni per parlare in pubblico, anche come ospite o relatore per eventi organizzati da enti o amici. I leader politici, hanno alle loro spalle tante ore di discorsi e presentazioni, ancora prima di fare ingresso nel mondo della politica (università, sociale, esercito, lavoro).

Conclusione

Solitamente, chi ha paura di parlare in pubblico non è a conoscenza degli aspetti che condizionano una performance dal vivo. Quelle che abbiamo trattato in questo articolo, sono soltanto una parte delle tecniche applicabili nella comunicazione persuasiva.

Alessandro Cosimetti

Ma, lo sai che puoi utilizzare la PNL anche quando scrivi?

Lunedì, Settembre 29th, 2008

La PNL (Programmazione Neuro Linguistica) è un argomento che ho trattato spesso su questo blog e che tutt’oggi sto approfondendo.

L’altro giorno, tramite Skype, parlavo con un ragazzo che avevo conosciuto in un corso sulla comunicazione. Anche lui come me, si era interessato di PNL.

Mi raccontava della scelta di condividere le sue conoscenze con gli altri, attraverso un blog.

Naturalmente, ho approvato in pieno la sua scelta.

Il suo unico timore, è quello di scrivere in maniera poco coinvolgente.

Ad un certo punto gli faccio una domanda:

“Ma scusa, hai studiato PNL, e sei anche bravo ad applicarne gli insegnamenti per relazionarti con gli altri di persona..!

e lui:

“Si, ma che centra con la scrittura?”

ed io, un poco sorpreso:

“Come cosa centra? Puoi, anzi devi, applicarla anche quando scrivi!”

Allora, andiamo per punti. Ti elenco qualche elemento della PNL, spiegandoti come utilizzarli nella scrittura persuasiva.

La Mappa non è il territorio

In PNL, si usa dire “La Mappa non è il territorio” per sottolineare come la realtà circostante sia frutto delle nostre convinzioni ed esperienze. Non parliamo quindi di fatti oggettivi, ma bensì di una rappresentazione soggettiva.

E’ deducibile quindi che il nostro linguaggio sia filtrato e plasmato dalla mappa del mondo che noi stessi ci siamo configurati nella nostra mente.

I nostri sensi di percezione

I maggiori “responsabili” della creazione della mappa, sono i sensi di percezione: vista, olfatto, tatto, udito e gusto.

Ciascuno di noi, ha un sistema rappresentativo più dominante rispetto ad un altro. In PNL, vengono catalogati in visivi (V), auditivi (A), cinestesici (K, ovvero tatto, gusto, olfatto).

Ogni sistema, si articola in submodalità, ovvero nella percezione delle informazioni: colore, distanza, movimento, timbro, tono, velocità, temperatura, ecc.

Conclusione

Di aspetti, ce ne sono ancora tanti, e la PNL è una materia molto vasta. Quello che sto cercando di dirti, è di analizzare e comprendere i schemi linguistici e rappresentativi dei tuoi lettori.

Soltanto così, potrai creare rapport (fiducia) ”ricalcarli” (altro termine coniato dalla PNL) ed offrirgli un prodotto ”su misura” mediante la pratica della scrittura.

E’ una questione di conoscenza!

Così il mio amico, che ha studiato PNL, ha capito che scrivendo può utilizzare frasi contenenti ancoraggi, operatori modali, cancellazioni, deformazioni, ambiguità, predicati temporali, ristrutturazioni, ecc.

Insomma, gli stessi elementi di cui la PNL si è fatta maestra in oltre 30 anni di esistenza.

Pensa a tutte quelle volte che hai letto un testo, sviluppato con un linguaggio non in linea con il tuo. In quei momenti, cosa fai?

Te lo dico io. Volti pagina, chiudi il libro o la email, ma in ogni caso, smetti di leggere!

Questo è quello che contraddistingue uno scrittore da un copywriter.

Alessandro Cosimetti

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