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Urgenza sangue per le vittime del terremoto in Abruzzo
Il terremoto in Abruzzoa ha attivato sul Web un rapido passaparola per raccogliere fondi economici per risanare i danni causati.
A questi si aggiungono anche le richieste di sangue da parte dell’Avis.
A tutti coloro che stanno in salute vorrei fare un mio personale appello per recarsi nei centri predisposti alla donazione vicini alle loro residenze. I soldi sono fondamentali e necessari ma il sangue è un bene che non ha prezzo e quindi necessita di una partecipazione in prima persona.
In questo momento sto cercando di contattare il centro trasfusionale per avere l’autorizzazione a donare il mio sangue, in quanto dalla mia ultima donazione non sono trascorsi ancora i canonici tre mesi di attesa (14 febbraio).
Chiunque fosse nelle possibilità di donarlo, non si faccia problemi e per una volta sconfigga anche la stupida paura verso questo atto di solidarietà.
Alessandro Cosimetti
Donare il sangue: Un atto d’amore!
Oggi è San Valentino e per una serie di circostanze ho scelto di recarmi a donare il sangue, cosa che faccio ormai da tempo.
Questa mattina alle 8 stavo già compilando i soliti moduli ed espletando tutte le visite di routine. Nel frattempo in attesa del mio turno, leggevo tutti i comunicati e i manifesti esposti all’interno del reparto.
E’ incredibile quanto sia difficile reperire volontari disposti a donare sporadicamente un po’ del loro sangue. La disinformazione è davvero tanta e me ne accorgo quando parlo con persone convinte che tale atto d’amore danneggi la propria salute.
Una carenza di scorte comporta moltissimi disagi. Uno fra tutti quello di rallentare i trapianti con il rischio di aggravare il quadro clinico dei beneficiari.
Da parte mia, cerco sempre di coinvolgere i miei amici anche perché donare il sangue con una certa frequenza (ogni 3-4 mesi) offre anche l’opportunità di monitorare la propria condizione fisica e salutare, cosa che spiego anche nella mia guida sul benessere fisico.
I vari Comuni devono incentivare il più possibile le donazioni, magari offrendo biglietti gratuiti allo stadio, al cinema, al teatro o ai musei.
Ciò che mi spinse anni fa a effettuare la mia prima donazione fu l’immagine di me stesso bisognoso di sangue e in attesa di un donatore.
In quel caso mi chiesi: «Ma se tutti se ne fregassero che ne sarebbe di me?».
Alessandro Cosimetti
