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L’opportunità di dialogare con te stesso prima di dormire
Cosa fai quando vai a letto? Ti spogli e ti fiondi subito sotto le lenzuola?
Da qualche mese non mi corico se prima non faccio un bilancio giornaliero di ciò che ho fatto, conosciuto, esplorato, mancato.
Ad esso spesso aggiungo anche tutte le cose che avrei dovuto fare: perché non ho fatto quella cosa? cosa me lo ha impedito? ero forse troppo demotivato? avrò gestito male il mio tempo?
L’esame di coscienza prima di recarsi a dormire è una pratica molto antica e non è stata certo inventata da qualche guru della crescita personale. Non ti dice niente il termine “religione”?
L’atto di riappacificazione, di ricongiunzione per chiedere perdono al Creatore (Dio, Buddha, Universo o altro) è una pratica che forse da bimbo qualcuno di noi eseguiva.
Be, mettetela come vi pare, ma per un verso o per un altro i bambini fantasticano, sognano, in poche parole progettano, cose che molti “grandi” hanno smesso di fare.
Si certo, da adulti abbiamo un mucchio di problemi e spesso quest’ultimi ci tolgono il sonno, ma allora perché non analizzare la cosa e lasciarsi andare al sonno con un minimo di liberazione?
E’ risaputo che coloro che si confessano si sentano più liberi perché si tolgono un grosso peso dalla coscienza. Ho provato questa sensazione quando tornai a confessarmi in Chiesa dopo 20 anni che non lo facevo.
Con questo non dico di professare un dio rispetto ad un altro o di diventare credente qualora fossi ateo. Se così fosse è una tua scelta, ma non sottovalutare l’opportunità di dialogare con te stesso prima di coricarti a letto.
Quando vado a letto, ogni notte svuoto la mia mente da tutti i pensieri che l’hanno impegnata durante la giornata. Volendo puoi anche trascriverli su un pezzo di carta. Questa pratica mi ha aiutato a liberarmi da tutti i pensieri che potrebbero ostacolare il mio relax prima di andare a letto.
Alla fine, potresti scrivere anche una nota positiva, un’affermazione per dormire meglio come ad esempio: “il mio sonno è rigenerativo”.
Perché distruggere una buona notte di sonno per un solo pensiero?
Invece, preferisco liberare la mente che a sua volta mi permetterà di beneficiare di una rilassante distensione muscolare. A questo punto non mi manca nulla: «Buon riposo!».
Alessandro Cosimetti
Rischio di infarto se hai un capo ufficio come quello di Peter Parker
Recenti studi condotti su tremila impiegati svedesi, dimostrano come il rapporto tra lavoratore e capo ufficio, sia tra le maggiori cause di infarto del primo, soprattutto quando il proprio responsabile è un ingrato maleducato ed incompetente.
Sabato parteciperò all’evento di Roma del gruppo nato su Facebook “Io non voglio il post fisso, voglio guadagnare” ed inevitabilmente in questa settimana la mia mente – e i miei articoli – sono centrati su questa giornata.
Quando sei focalizzato su una certa cosa, cominci a vedere ed ascoltare in funzione di essa. Ultimamente i servizi del telegiornale che maggiormente catalizzano la mia attenzione sono proprio quelli relativi al lavoro e all’imprenditoria. Stessa cosa per gli articoli degli altri blog che sono solito leggere durante la giornata.
A distanza di circa due anni, dopo averne trascorso otto, come dipendente, davvero non riuscirei a vedermi nuovamente in azienda sotto le direttive di un capo ufficio.
Quando quest’ultimo riesce soltanto a farti sentire un incapace, allora le probabilità che il tuo cuore possa ammalarsi, aumentano, eccome.
Se ancora non l’hai provato sulla tua pelle, aspetta di ritrovarti otto ore al giorno, per cinque giorni a settimana, per quattro settimane al mese con un capo ufficio che detesti.
L’immagine che ho di un capo ufficio stressante, è quella di John Jonah Jameson, l’editore del giornale dove lavorava Peter Parker (meglio conosciuto come Spiderman) alla quale mi sono ispirato per la foto di questo articolo.
Alessandro Cosimetti
Medito, mangio e mi muovo. Ecco come evito lo stress!
Lo stress è deleterio per il nostro organismo, in quanto rallenta la capacità di decisione, la lucidità mentale, l’equilibrio psichico.
Lo stress non si limita soltanto agli aspetti sopracitati, ma ad esempio colpisce anche il nostro corpo. In fase di stress, la massa muscolare, viene disgregata a causa di un eccessiva produzione dell’ormone cortisolo (effetto catabolico).
Lo stress è come un nemico silenzioso, non si fa vedere ai nostri occhi, ma è presente con tutte le problematiche che ne consegue.
Gli esperti riuniti a Roma, per il Congresso nazionale della Società italiana di psiconeuroendocrinoimmunologia (Sipnei) sostengono che le tecniche meditative per la gestione dello stress hanno effetti positivi sull’espressione dei nostri geni.
Maggiori benefici, sono riscontrabili coadiuvandole, con una corretta alimentazione, ricca di pesce e verdura e ad una regolare attività fisica.
Questo perfetto mix di pratiche (meditazione, alimentazione e movimento) favoriscono la produzione di BDNF (fattore nervoso di derivazione cerebrale) un potente stimolante dei geni celebrali.
Alessandro Cosimetti


