Finalmente una laurea. Ed ora che me ne faccio?
Domenica, Settembre 28th, 2008L’altra sera stavo a cena da mia zia alla quale spesso racconto delle mie attività lavorative.
Abbiamo parlato di progetti, idee, formazione (lei è una fan di Roberto Re) e titoli di studio.
Ci siamo trovati perfettamente d’accordo su tutto, ad eccezione proprio di quest’ultimo aspetto. Lei considera la laurea un’immancabile biglietto da visita.
Sai perché non sono convinto di questo? Semplice, perché viviamo nel 2008.
Ritengo assolutamente inutile collezionare titoli, etichette, attestati vari, che non diano la possibilità di concretizzare le nostre idee.
Da una parte lei mi diceva: “Ma perché nel frattempo non ti prendi una laurea?” ed io sistematicamente rispondevo: “Perché non ho del tempo da perdere in un’aula dell’Università!”
L’altro giorno invece, mentre stavo sulla metro, ascoltavo una discussione tra genitori. Uno di loro, si chiedeva come mai la figlia, nonostante avesse due lauree non abbia ancora trovato un lavoro stabile.
Sinceramente non mi stupisco più, nell’ascoltare storie simili. Al contrario invece rimango sorpreso nel sapere che tante persone non si siano accorte che il mercato del lavoro è cambiato.
Ho un amico che è laureato in economia (indirizzo bancario) e che tutt’oggi lavora a tempo pieno in trading con la Borsa.
Nonostante il suo titolo di studio sia affine con l’attività che svolge, non fa altro che ripetermi che il merito del suo successo non è dovuto alla sua laurea.
Mio fratello ha soltanto una licenza media. Nonostante tutto, anni fa abbiamo lavorato presso la stessa azienda. Lui era 8° livello, mentre io, perito meccanico, soltanto 5°.
Ma ancora vogliamo credere che il famigerato pezzo di carta sia insostituibile? Che esista ancora il posto fisso?
Apri gli occhi, fai eseperienze sul campo, ma soprattutto cerca di capire cosa “tiri” sul mercato in questo momento.
Evita di perdere tempo!
Alessandro Cosimetti



