Il disagio psicologico di un poliziotto
Non passa giorno che il telegiornale non racconti gravi fatti di cronaca. Omicidi, stupri, massacri di ogni genere.
Sfogli il giornale ed intere pagine testimoniano un’ondata di violenza ed atti vandalici da ogni angolo del mondo.
Ormai tutto sembra fare parte della nostra quotidianità. Col passare del tempo, ci stupiremo se un giorno nessun media raccontasse un fatto del genere.
Ci chiederemo: “Ma come mai nessun omicidio oggi?”
Ci siamo abituati a questa faida da metropoli e l’abitudine come sai, a volte è davvero deleteria nella nostra mente.
Ho letto molti testi di Deepak Chopra, ed una sua frase in particolare, mi è rimasta in mente:
“L’esperienza, muta l’anatomia del cervello”.
Quello che siamo, è dovuto a ciò che vediamo ed ascoltiamo.
Proprio per questo ho apprezzato l’iniziativa che il Sap ha lanciato a supporto dei poliziotti. Un sostegno psicologico per contrastare il disagio di una professione difficile.
E’ un servizio ideato per garantire anche l’anonimato e la riservatezza di coloro che ne faranno uso.
Uno staff di esperti a loro completa disposizione per ricevere consigli, informazioni, per segnalare situazioni di disagio psicologico.
Come ho accennato prima, ciò che vediamo, ascoltiamo e viviamo sulla nostra pelle, inevitabilmente diventano parte di noi.
Si annidano nei meandri della nostra mente, decretando e condizionando le nostre futuri relazioni sociali. A maggior ragione per tutti coloro che per motivi di lavoro sono costantemente a contatto con la violenza.
Alessandro Cosimetti
Zen To Done
Il Best Seller Internazionale di Leo Babauta,
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